Saturday, 29 January 2005

contributi sociale, parte prima

national insurance number e' il numero di sicurezza sociale, quello che vi permette di pagare la national insurance, ossia i soldi che lo stato inglese usa per pagare i sussidi di disoccupazione e le pensioni.
io lavorando qui dovro' pagare questo salasso (mi pare 5% fino a 30000 sterline all'anno e 12.5% al di sopra delle 30000 sterline all'anno).
pero' non avro' mai la possibilita' di usufruire dei benefici ne' pensionistici ne' dei sussidi; insomma, un affarone!
come se non bastasse, ottenere un national insurance number non e' per niente facile, anzi e' chiaramente una cosa quasi impossibile, quasi una messa in pratica di quella politica anti immigrazione che e' tipica dell'inghilterra e dell'europa tutta. e visto che qui siamo molto poco in europa, non fa davvero differenza se siete europei o sudanesi, rifugiati o illegali: il national insurance number e' un incubo da ottenere. e' una storia dal sapore italiano, nel senso burocratico della parola.
Si inizia con la solita ricerca su internet, e vi ritrovate sul sito del DWP, ex DSS, dove finalmente, nel mezzo di una frase trovate un link. da li' fate un salto dentro un buco nero, e alla fine vi ritrovate in un'altra dimensione. o vi ritrovate sul sito dell'inland revenues, le TASSE, dove c'e' un bel national insurance number help desk number o vi ritrovate nel sito del job centre plus, dove non c'e' un cazzo.
insomma, per farla breve, dove molti salti iperspaziali, vi ritrovate con un numero di telefone, e iniziate da li'. ma si tratta di un calvario, veramente una cosa divertente (perche' altrimenti c'e' da impazzire e iniziare a sparare il giorno dopo). a un numero vi risponde uno, vi dice: no, noi non c'entriamo, pero' prova a chiamare questo numero. chiami questo numero e ti risponde una, anche gentile, e ti dici: ma dov'e' che abiti? ah, no, non non serviamo quell'area. prova a chiamare questo numero (ma che area e' che servite? plutone e le sue lune? ah, grazie!). chiama che ti richiami, mi sono trovato al fondo del barile: ho trovato una serie di numeri (una decina - e non scherzo) da chiamare. Li ho provati tutti per settimane, con 3 possibili esiti: o rispondeva una segreteria o erano occupati o non rispondeva nessuno. La segreteria diceva (questo e' vero e potete provare per credere): "salve, non possiamo rispondervi al momento, e non potete lasciare un messaggio, per cui... (pausa), chiamate + tardi!" (chiamate 00442072496614 o 00442072498807).

Fantastico! La burocrozia italiana dovrebbe prendere ripetizioni da questi. Nei miei anni di lotta indefessa contro il mostro burocratico italiota, fosse esso comune, provincia, regione,ministero o quant'altro, mai avevo sentito qualcosa si cosi' estremo, mai avevo trovato un tale sarcasmo, dietro l'assenza di materia grigia.

Esasperato da questo andazzo, e non disposto (ancora) a dotarmi di un'ascia o coltellazzo o fucile a canne mozze, ho avuto un colpo di genio: scrivere un lettera raccomandata. un atto disperato, ma ci ho provato: "Cari voi, sono 3 mesi che cerco di chiamarvi, devo richiedere un national insurance number, ma non so che altro fare. per favore chiamatemi voi". E per qualche settimana mi sono messo l'anima in pace. ed e' stato allora, alle 19.30 di mercoledi di questa settimana, che ho ricevuto la telefonata: mi hanno chiamato! E mi hanno dato un appuntamento per VENERDI.

Fine della parte prima.

Saturday, 8 January 2005

grandi scarpe & Bridget Jones

seduto sulla metro, linea jubilee, sedile tipo laterale con viaggiatori di lato e di fronte, stretto corridoio tra le due file di sedili, molto vicine l'una all'altra. sono furibondo, fumo esce dalle orecchie. la laurina mi ha attirato in una trappola a Victoria station dopo il lavoro, e poi mi ha coinvolto in una gita all'IKEA, venerdi sera 18.40. Partiamo con informazioni approssimative. Quando lallina e' presa da un malattia incurabile , il consumismo, combina dei pasticci che io poi bestemmio per giorni. Insomma, siamo di ritorno da una tale occasione, dopo aver visitato la IKEA alla stazione di NEASDEN, sulla Jubilee line.
Per altro vi SCONSIGLIO vivamente di andare all'IKEA di NEASDEN in metro e personalmente vi sconsiglio di andare all'IKEA e basta.
Pero' VI CONSIGLIO caldamente di andare a NEASDEN a vedere il bellissimo tempio Hindu.
Insomma, sono sulla metro e mi girano le palle. Seduto di fronte a me e' questo tipo, cappotto di "cammello", abito blue scuro gessato, camicia bianca, colletto aperto e cravatta allentata, come si conviene al venerdi sera. Un tipo alto con una scarpa che e' una barca + grande della mia, un mocassino a punta squadrata, un 47 probabilmente. Seduto accanto a lui 2 tipe, una scuretta, indiana (di India) e una tart inglese. Le due tipe si contendono l'attenzione dei tipo, risatine isteriche, ciglia che battono, sorrisini ammiccanti, ahahahah, ohohohohoho, uhuhuhuhuhu, ihihihihih, tutto il repertorio vocalico. Mi fanno pensare appunto a Bridget Jones, giovani donne britanniche alla ricerca di un torello da monta, hanno probabilmente 24 anni per cui il loro orologio biologico sta per scoccare l'ora della riproduzione e del matrimonio (qui l'orologio biologico va MOLTO VELOCE!). Il tipo racconta storie del cazzo di sci (da sciare) e so-una-sega, ma non e' questo che mi fa incazzare, e neanche la lallina, a questo punto. No, il fatto e' che questo "bloke", tiene una gamba sull'altra, come se fosse in un gentlemen' club, seduto in poltrona di pelle a bere brandy e fumare sigari. La sua gamba, sull'altra, fa si che il suo piedone e quindi anche lo scarpone, arrivi a millimetri dal mio ginocchio.
A questo punto sto pensando ad una scena di sangue "urbano": se mi tocca i pantaloni con la suola del suo scarpone, tiro fuori il coltello da macellaio e lo squarto..
Ma non preoccupatevi, e' solo una metafora, e anzi una citazione cinematografica(*). Perche' non ho nessun coltello addosso, e in particolare non ho quello che sto pensando di usare, uno di quei coltelli da macellai enormi, una specie di rettangolo enorme + impugnatura, che taglia tutto, carne, ossa, legamenti , quando cala come una ghigliottina..
In realta' diciamocelo, di questi coltelli se ne vedono sempre meno: ora la carne la prendiamo chiusa in una vaschetta di plastica con una coperta di cellophane e quella cartina bianca a buchini sotto la carne (ma a che cazz serve poi?).
Vabbe, arriviamo ad un stazione e il tipo se ne va, i miei pantaloni sono salvi, lui e' anche uscito indenne da scene (mentali) di violenza metropolitana, le tipe continuano il viaggio a mani vuote e io per un po' non ho pensato al fiasco del viaggio all'Ikea..


(*) un uomo in mutande insegue qualcun altro brandendo un enorme coltello da macellaio o da cucina, ma grande.. cliccate per scoprire che film e'

Saturday, 1 January 2005

capodanno

un capodanno semplice. menu a richiesta, timballo di pasta al forno e cocacola, una cosa da regressione totale, comfort food lo chiamerebbe Fraser. Pero' buona, grazie alle nostre cuoche di eccezione (G&L).
Poi viaggio nervoso sulla Jubilee line fino a Westminster. Nervoso perche' io ho prospettato e profetizzato violenze delle + inaudite (operate su di noi da orde di barbari hoolings inglesi ubriachi). Comunque grazie a Internet e alla sua magica potenza, avevo saputo dei fuochi alla ruota London Eye, per cui ho distratto l'attenzione di FC da Trafalgar square (dove davvero non volevo andare). Non e' andata malissimo. Orde di angli e sassoni, ma anche di italiani e di altri razze europee e non, affollavano il lungotevere Victoria , di fronte alla ruota, con il Big Ben (non io, ma l'orologio a torre), alla nostra destra. Attesa scandita da musica in loop (nel senso che gli stessi 20min di musica si ripetevano in modo ossessivo), con L, FC e G che ballavano, nonostante ballare fosse chiaramente proibito (mentre si poteva fare su e giu' liberamente ruttando, bevendo, barcollando e strillando in modo disumano, oppure, a scelta, suonando delle fastidiosissime trombette del cazzo).
L'attesa, come capite, e' stata piacevole, mentre ero indeciso se pensare che presto un ordigno esplosivo ci avrebbe tolto dall'imbarazzo della situazione, oppure se un pazzo avrebbe estratto una katana e fatto a pezzi quanti + turisti italiani possibili. Niente di tutto cio' e' successo, ma si sono vissuti momenti di tensione quando due hoolings con lattine di birra hanno cercato di prendere a forza il posto di una coppia di anziani. Nessuno se n'e' accorto, e comunque il signore anziani li ha elegamente cacciati, mentre uno dei due brutali vandali diceva (glie l'ho letto sulle labbra): "Ok, we were just trying".
Fatti 2 minuti di silenzio per ricordare a Tony Blair, Berlusconi e Bush che i cittadini dei loro imperi sono MOLTO + generosi di loro (ancora qui si discute se il governo "will match the 60mln pounds donated by the people", cioe' se il governo riuscira' a donare la stessa somma - 60 milioni di sterline - donata dalla gente - e poi vallo a chiamare generoso uno che dona i soldi dell'antri!) finalmente capodanno e i fuochi, un'altra bottiglia di stupido spumante, il 39esimo per me, baci , abbracci, auguri, boom, bim, bam, fuochi molto belli, opera del genio che li ha fatti anche ad athene per le olimpiadi, le mie foto purtroppo non sono granche' ma meglio di niente. A proposito, per chi non lo sapesse, se cliccate sulla parola "foto" andate alla foto, si chiama "Link" o collegamento.
Ritorno tutto sommato tranquillo. Strade invase dai pedoni senza macchine, che e' sempre un bello spettacolo, che infonde un senso di potenza, un cordone di polizia a bloccare l'accesso a Westminster bridge (chissa' perche' poi), un paio di ubriachi un po' + ubriachi.
Io poi ho cercato di creare un'altra volta un'atmosfera tesa, tesissima, prospettando un ritorno da esodo degli ebrei, con risse, accoltellamenti, gente schiacciata dalla folla, per cui per un po' siamo stati in prossimita' di Waterloo station all'aperto. Uno stratagemma per lasciar diminuire la folla. Poi siamo tornati alla Jubilee line che era si pienotta, ma anche gratis, e ci ha portati a casa sani e salvi.
Una donna, forse slava, e' svenuta a ripetizione durante il viaggio, le amiche e degli avventori l'hanno soccorsa, io ho raccomandato di aprire il finestrino magico che fa entrare aria nelle vetture , ma lei continuava a svenire. Ho provato a raccomandare di sdraiarla a terra con le gambe in aria, controllando che non affoghi nel suo vomito, ma tutto questi tecnicismi hanno lasciato le amiche slave indifferenti, e la svenitrice e le amiche hanno continuato il viaggio verso Stratoford, mentre noi siamo scesi a Canary Wharf. Breve passeggiata e poi a ninna.. Anche questa e' fatta!
Auguri