Saturday, 4 February 2006

Dan Flavin all'Hayward Gallery

Mi avevano colpito le foto di questa mostra. Naturalmente non avevo mai sentito parlare di Dan Flavin, ne' sapevo di cosa si trattasse. Ho guardato e ho scoperto che si trattava di un "artista" americano "minimalista" degli anni '60 che aveva lavorato con luci neon colorate. Io ho sempre amato i neon, per cui dopo aver visto altre foto mi sono deciso. Costo dell'operazione 7.5 sterline, un'eresia, comunque anche un'occasione per visitare la Hayward Gallery che non avevo mai visitato. Siamo andati in 3, due architetti, e un ciccione.
Qui e la' ho letto e sentito cose su Dan Flavin tali che la sua persona, (RIP visto che e' morto nel 1996), non mi piaccia molto, era un americano, e non se ne vergognava sembra, anzi.. peccato. pero' il suo uso di semplici neon, usando sempre materiali disponibili e non realizzati ad hoc, mi ha colpito. i colori sono incredibili; certe volte mi parevano certi colori di Paris, Texas che avevo tanto amato; visitando la mostra uno puo' mettersi con le spalle contro il muro e avere nel campo visivo colori intensissimo, che si influenzano a vicenda, che lasciano l'occhio "macchiato" di colore, cosi' che poi un tunnel di luce bianca diventa violaceo.
Inevitabilmente sono i due muri di neon giallo e verde contrapposti che colpiscono l'occhio ma non solo. Guardandoli, le persone davanti diventano macchie nere; gli occhi sono come ingialliti e per un po' si vede tutto strano; poi si fa il giro e si vede il muro verde, con quel po' di giallo che filtra di lato, e il lungo corridoio bianco, e le luci miste di una 3a stanza con gli ultravioletti in mezzo.
questa mostra e' come un'abbuffata cromatica che e' difficile togliersi dalla testa.
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