Sunday, 12 March 2006

un lungo bel sabato (11/03/2006)

partiamo da canary wharf e via jubliee + central arriviamo a ealing broadway. vogliamo visitare ealing perche' ne abbiamo sentito parlare tanto e non ci siamo mai stati.
dopo shepherd's bush la metro esce e si viaggia all'aperto. cosi' viediamo acton (east, north e west); a giudicare dai numero di tetti che si vedono, fitti fitti, ci deve abitare un sacco di gente. scorgo il bbc broadcast center, molto grande.
arrivati a ealing brdwy siamo subito in pieno centro, con i soli negozi e le solite folle, piu' un incredibile traffico molto lento con tantissima gente in macchina, che va chissa' dove.
chiaramente ealing non e' un posto per poveri, comunque non e' particolarmente interessante. i soliti negozi, le solite catene, centro commerciale, fast food; un paio di ristoranti italiani. fuori da carluccio anche un paio di italiani, dall'aspetto "locale".
la fiera del fair trade di oxfam in dei giardini pubblici.
di oxfam vediamo 3 negozi in breve spazio: addirittura uno specializzato music, uno music & media e uno tradizionale (vestiti libri e quant'altro). un'altra indicazione che ealing e' un'area dove circolano parecchi soldi; abbastanza che solo con gli avanzi si riempono 3 negozi di charities.
c'e' poi my old dutch, una pannekoeken huis, in perfetto stile olandese, e diversi locali nepalesi. non so che si mangia in nepal.
comunque non siamo qui per mangiare ma per un controllo veloce.
Torniamo alla metro alla volta di Holland Park, per una visita veloce ad un angolo di Giappone.

Wednesday, 1 March 2006

Greetings from Whitechapel, Pakistan

il ragazzo perde bava dalla bocca, ma cerca di tenersi un panno davanti alla bocca, solo che ogni tanto la mano gli cade come inerte. il padre cerca di aiutarlo con il panno, ma se deve aiutarlo con qualcos'altro allora si distrae dal panno.
il padre e il ragazzo non sono "caucasians" come noi bianchi, sono asiatici, probabilmente pakistani. il padre ha una di queste strane barbe che iniziano all'improvviso sul viso, quasi gliene mancasse un pezzo.
le infermiere invece sono tutte "caucasians", sono bianche, anglosassoni. chissa' perche' portano quell'orologino appuntato al camice.
le receptionist sono invece tutte asiatiche, pakistane? indiane? quella di medicine 2 mi corregge: dietishan dico io, daietishan dice lei; vabbe ha ragione, e poi si deve aggrappare a questa lingua come prova che anche lei appartiene a questo mondo di "caucasians".
il royal london hospital e' a guardarlo da fuori un cesso, soprattutto in certe parti laterali; una volta c'ero stato davanti e mi ero accorto di una scritta ormai caduta di cui era rimasta solo il segno, proprio royal london hospital, e avevo detto a L.: "questo era un'ospedale", perche' da quella parte la facciata era cosi' cadente, dilapidata, le finestre vecchie, ammuffite sporche, che sembrava un edificio abbandonato.
e' strano