Tuesday, 27 March 2007

A public letter to Rageh Omaar

Dear Mr. Omaar,

I watched your movie about children labour, exploitation and slavery yesterday evening.
You said something at the beginning of your movie that I am struggling to understand.
You said something like: "In great britain we abolished slavery 200 years ago".
This statement is such a nonsense that I have felt compelled to write you publicly.
You are such a clever and informed person that I don't doubt you understand the more or less subtle implications of such a statement.
But here I need to go through the obvious, because if you understand the implication why couldn't you say something which would have been acceptable, like: "200 years ago you british abolished slavery".
Let me explain.
You are a Somali born person, you have the typical dark skin of so called "black" or african, or whatever people (although it's more a dark brown to me) and 200 years ago you didn't even exist.
200 years ago a bunch of people who happened to be british, "white" (actually quite pink, probably more red in the face if they indulge in the historical weakness that this country has for alcohol) "abolished" slavery. See, I need a lot of double quotes, you know what I mean, it's all relative, words cannot convey the historical complexity of what happened. So the first paradox of you sentence is historical. You and I and all people living nowadays were not born 200 years ago; we are so incredibly different from those people of 200 years ago; at least some of us.
The second paradox is the "we". You weren't even born in this country, 200 years ago there weren't any african to vote to abolish slavery, so how can you say WE? How can you even feel associated to the people who enslaved your ancestors? Just because the British govn't has been so good to grant you a BRITISH passport?
No, I don't understant. Your statement is confusing for me, but it could have a bad influence on young people who look up at you as an example.
A "black" is still a "black"; a paki is a paki, a frog is a frog; I am sicilian, and to most of the rest of italy I am a "terrone", a derogatory word for southern; for other I am a "marocchino", just because I was born in Sicily.
I think you owe yourself and your people and to all the people to whom you might be a role model, more honesty, you are not a organic part of this society, and you know it, so why pretend racism doesn't exist, why play it down?

Saturday, 17 March 2007

Passeggiata londinese nr. 1: da canary wharf riverside a Camden (c.a. 14km)

partenza 12.30 arrivo 16.30
partenza da canary wharf riverside, che sarebbe sotto il mariot hotel, sotto westferry circus.
notare il ristorante cinese royal china che e' , secondo me, il miglior ristorante cinese di londra e il migliore in cui io sia mai stato, sebbene non ho esperienze dirette cinesi di cibo cinese.
gran ristorante, molto frequentato da cinesi, il che dovrebbe essere una garanzia. un po' caro (ma cosa non lo e' a londra?), ma se vi piace mangiare cinese (soprattutto se siete come me interessati alle cose diciamo cosi', + normali, e' un gran posto. comuqnue hanno anche la roba strana tipo zampe di gallina al vapore.

da canary wharf a limehouse e' quasi tutto lungo il fiume e si passa anche un curioso ponte levatoio che ancora adesso c'ho un punto interrogativo sopra la testa a mo' di fumetto. ogni volta che vedo 'sto maledetto ponte sto li per ore a chiedermi come cazzo funziona e soprattutto a cosa cazzo serve, visto che connette i due lati di un breve canaletto chiuso che si dirama direttamente dal tamigi. da li e' meglio rientrare sulla strada dietro i palazzi, nonostante il segnale di thames path che invita a proseguire lungo il fiume. in realta' in meno di 50 mt finite davanti ad un cancello a chiedervi cosa dovreste fare. il cancello, almeno una volta si apriva e si entra nel piazzale interno di un palazzo dal quale tocca tornare alla strada dietro le case. e' un pezzo di percorso via piazzale privato aperto solo fino alle 21.00 e sopra il cancello si fermano spesso gabbiani che vi cagano volentieri sulla testa.
una volta lasciato il lungo fiume imboccare immediatamente il parco e seguire le indicazioni per il limehouse basin. il basin e' carino, ma alla fine dovrete fare un giro intorno al cantiere del complesso Zenith, almeno al momento attuale ancora in costruzione, motivo per cui il ponte che conduce al regents canal e' inaccessibile.
Lo zenith e' forse uno degli ultimi complessi che si potranno costruire intorno al basin perche' di spazio non ce ne piu'; questa tinozza a ridosso del tamigi, protetta dalle maree del fiumone da un paio di chiuse piuttosto possenti, e' circondata dai tipici palazzi e complessi di "docklands", ossia di uno dei quartieri salvati dal degrado/abbandono e distruzione delle v2 di hitler per riempirlo di ricconi (piani alti con vista) e di poveracci che pagani o mutui che non si possono permettere o affitti che non si possono permettere.
ecco un esempio:
qui
in compenso passati sullo stradone principale schifoso, passati sopra il regents canal, alla vostra destra ci sono delle magnifiche scalette per scendere al canale: scalette di peromani, birromani, vodkamani e pisciomani.. tappatevi il naso e sperate di non incontrare qualcono degli abituali. ad ore "strane" sconsiglio di passarci, e anche se vedete gente strana. in caso buttatevi dal ponticello direttamente dentro il canale, piu' della leptospirosi non puo' venirvi (declino ogni responsabilita' e scrivo per farvi ridere, mai ho inteso darvi consigli e non dovreste MAI fare quello che dico io, a meno che la vostra mamma non dica che va bene).
ok, finalmente inizia il canale. ammirate l'acqua del canale e il macello di schifezze che ci navigano sopra (palloni, lattine, bottiglie ecc..) e questi sacchetti di plastica che ci galleggiano dentro talvolta con effetto drammatico (sembrano corpi straziati buttati nel canale).

Sunday, 4 March 2007

London: a life in maps


Vista nell'ultimo giorno di apertura la mostra London: a life in maps alla British library.
Innanzi tutto la BL e' un posto assolutamente da visitare se vi trovate a Londra, aperta ogni giorno della settimana. C'e' un'ampia zona aperta a visitatori e le mostre sono sempre molto interessanti e gratuite. E' anche possibile vedere alcuni dei manoscritti + incredibili, da leonardo da vinci ai beatles.
Bagni, caffetteria, ristorante, una bella piazza per le giornate di sole, molte possibilita' di sedersi e questo strano cilindro centrale in vista che contiene la biblioteca di un re (George ??).
Wifi access al sito della BL online e' gratuito; invece wifi access a internet e' a pago.
La mostra London: a life in maps metteva in mostra una raccolta di mappe di londra a partire dall'epoca romana, fino ai nostri giorni, con alcune incredibili carte che mostrano londra nel 16esimo, 17esimo e 18esimo secolo.
La mostra e' perfetta dopo la lettura del Baroque cycle di Neil Stephenson, perche' molte di queste carte si riferiscono alla stessa londra dei 3 romanzi, pre incendio del 1666 e post incendio, compresa east india company e docks.
Abbiamo visto una foto satellitare degli anni '90, 1990, che mostra la zona dove abitiamo con i suoi wharves, oggi scomparsi per far posto agli edifici dove abitiamo.
Ho visto tuttiquei luoghi di cui il ciclo barocco tanto parla, le arene per le lotte di animali a sud del fiume, a Southwark (pronunciato al giorno d'oggi come Sadock dove la "d" deve essere la versione sonora di "th"), la prigione/citta' nella citta' di Newgate, i campi dove le condanne a morte (impiccagione e sventramento da vivi nel caso peggiore) erano portate a termine (Tyburn), le teste dei condannati a morte impalate sulla porta meridionale del "The Bridge", oggi conosciuto come London bridge e per molti secoli, nonostante la immeritata fama del tower bridge), l'unico ponte di londra.