Wednesday, 28 April 2010

razzisti sono tutti

in pratica il problema e' che non siamo benvenuti.
come in tutti i paesi il razzismo e l'accanimento contro gli "immigrati" e' rampante.
a nulla e' servita la recente trasmissione che ha dimostrato che non sono gli immigrati a rubare il lavoro agli inglesi: sono gli inglesi che non c'hanno + voglia di fare un cazzo e non sono disposti a lavorare con i ritmi e le paghe del mondo super globalizzato e liberista che proprio la loro grande leader tatcher ha contribuito a creare.
Questo e' quello che emerge dall'incidente di gordon brown di oggi, in cui ha chiamato (e giustamente) una signora  bigotta bigotta. altro che bigotta. la tipa, come tutti gli altri abitanti dello stesso villaggio e come la vasta maggioranza degli inglesi (e degli europei, e degli esseri umani),  sono dei razzisti e neanche tanto ipocriti. Lo sono molto apertamente.
"Gli stranieri rubano il lavoro agli inglesi" ha detto una vicina della signora.
Per me e' la prima volta che Gordon Brown ha fatto un cosa giusta, chiamare quella signora bigotta.
Comunque sono contento che gordon brown oggi si sia scavato un altro po' di fossa.

per una volta che avrebbe ragione...

Sunday, 25 April 2010

napoli napoli napoli

ieri sera diligentemente come le brave formichine degli eventi obbligatori siamo andati alla prima londinese di napoli napoli napoli, regista abel ferrara, ambito: il london international documentary festival al barbican.
il direttore del festival ha parlato prima del film e mi ha  dato l'impressione di essere diciamo un po' svitato. ha fatto un discorso un po' sconclusionato ma una cosa che mi ha colpito l'ha detta: che il film non era un documentario puro ma un docu-drama, o docu-film.  l'ha detto in tono cosi' giustificatorio che mi ha un po' insospettito.
il film era infatti uno strano mix di interviste alle recluse femminili di un penitenziario partenopeo, una scena di prigione maschile che prima sembrava realistica e invece a detta dello stesso ferrara era fiction e infine una storia di fiction di una famiglia che abita i bassi che, senza comprensibile giustificazione, finisce con una scena di incesto per altro recitata da cani.
l'attrice vittima dell'incesto, si e' scoperto post-film (era pure lei presente in sala), e' americana, capelli rossi e look decisamente + celtico che partenopeo e il suo contributo al film consiste nell'essere fica e nel recitare un pianto abbastanza fasullo durante la scena finale (mentre dice anche le uniche 3 parole del film: "Basta, basta, basta").
ferrara ha un ego abbastanza grande che l'enorme cinema 2 del barbican non lo poteva contenere e ci ha inondati in un fiume di parole incoerenti intervallato da un numero enorme di intercalari ("you know" e "I mean"), con una manciata di "fuck" sparsi qui e la'.
doveva essere un Q&A cioe' domande e risposte, domande del pubblico, ma l'ego di ferrara ha occupato tutti gli spazi e poi anche il problema linguistico ha causato un enorme putiferio (tutti i membri italiani - produttore, scrittore, attore - non parlano inglese e quindi tutto doveva essere tradotto).
alla fine un ragazzo che aveva da fare una domanda ha trovato il coraggio di farla interrompendo il vulcanico ferrara. la domanda (che era una critica verso le aspirazioni e il risultato del film), non e' piaciuta a ferrara, non e' stata capita dagli italiani (perche' posta in inglese), e si e' quindi creato un putiferio che ha raggiunto il tragi-comico. se io fossi inclinato verso il razzismo direi che la serata e' finita alla "napoletana", ma in realta' credo che la critica del ragazzo e anche il modo di esprimersi erano corrette e il problema era fermare ferrara, che sembrava inarrestabile.

il film/documentario e' il tipico esempio di buone intenzioni tradotte in un pessimo risultato. forse per il desiderio di attaccare un grande nome al progetto invece di un qualche regista locale, magari sconosciuto, ma almeno in grado di capire di cosa cazzo si parla senza un traduttore (ferrara parla zero italiano).

nel lasciare la sala del barbican mi frullava in testa l'idea che sarebbe stato meglio, con il senno di poi, se le ceneri avessero bloccato sia ferrara che il suo stupido film.

Wednesday, 21 April 2010

l'idiozia umana non ha fine!

Questa sera l'evening standard, noto giornale serale gratuito londinese, ha dedicato la locandina e una grossa foto in prima pagina alla questione del blocco dei voli.
Il titolo recita:"Ecco l'uomo che ha chiuso i cieli". Molto forte il sottointeso accusatorio (ecco l'uomo colpevole del disastro dei giorni scorsi).

Come la repubblica e gran parte dei media (forse con l'eccezione della BBC che almeno fino a stamattina ha conservato una certa equidistanza), tutti attaccono le autorita' dei vari paesi europei che hanno applicato cautela e probabilmente salvato la vita di centinaia o migliaia di persone.

A questo tipo qui dell'articolo gli dovremmo (parlo come consumatore, viaggiatore) dedicare una statua e invece lo stanno mettendo in croce.

Una cosa assolutamente vergognosa.
Ora comunque la macchina del profitto si e' rimessa in moto, c'e' solo da pagare la BA e altre compagnie perche' come sempre: profitti privati e perdite pubbliche.

Auguri alla regina

Oggi si celebra il compleanno della regina elisabetta.
auguri..
chissa' che non si decida a ridarci un po' di tutti i soldi che ci ruba!

Musica per iniziare la giornata: Roisin Murphy - The Truth (Live at Ancienne Belgique, November 19, 2007)

italiano stentato

io non sono certo un accademico della crusca ne' sono a favore della conservazione della lingua; penso che le lingue vadano lasciate libere come le galline, libere di incontrarsi, scontrarsi , confondersi, contaminarsi. e per altro penso che non ci sia altro modo perche' la lingua sfugge ai controlli, ai limiti.
pero' leggendo questa pagina di notizie e aggiornamenti sul sito della ryanair,  pensavo che questi morti di fame potrebbero anche pagare una persona che gli faccia le traduzioni o scriva i testi in modo decente.

























E' interessante notare che per un qualche motivo "web link" e' femminile.
Forse tradisce la lingua originale del redattore/redattrice di questa pagine. 
C'e' una lingua in cui web link sarebbe femminile? 

Monday, 19 April 2010

"If people are being over cautious because the threat is actually severe. 


Dr. Colin Brown
Institute of Mechanical Engineer, UK

la repubblica si schiera contro la sicurezza e a favore del profitto privato


ecco come il giornale (fascista) del "centro-sinistra" fa pressioni perche' si riaprano i cieli e i rubinetti del profitto per le compagnie aeree internazionali.
hanno scovato un non meglio identificato imbecille storico del clima il quale e' cosi' imbecille che s'e' pure fatto un giretto in aereo.
naturalmente secondo lui non c'e' niente da temere e bisogna tornare a volare subito: volare e' molto + importante che vivere chiaramente e nessun ostacolo puo' stare tra un essere umano e il suo sacrosanto diritto di volare.
infatti secondo lui se l'eruzione continuasse per 2 anni, pur di volare bisognera' fare di tutto, volare a margine della nube, volare sotto la nube, ecc...
naturalmente spero di leggere presto che questo stronzo e' rimasto coinvolto in un incidente aereo causato dalle ceneri del vulcano islandese.
come dicono in inglese: good riddance.
e parafrasando la lega, il partito preferito della repubblica (senza condividerne il contenuto razzista xche' sono siciliano e senza condividerne il contenuto politico perche' io, a differenza della repubblica, non leghista): Forza Eyjafjallajoekull!!! 

servi della gleba


giustamente questo giornale "servo dei padroni" mette in evidenza le critiche che le compagnie aeree hanno verso gli enti governativi, che hanno preferito mettere la sicurezza al primo posto invece dei profitti.
tanto naturalmente i dirigenti e membri (nel senso di ******) del consiglio di amministrazione se ne possono stare al sicuro in casa o viaggiare in macchine con autisti.
chi ci rimette la vita casomai sono lavoratori e viaggiatori.
di quelli ce n'e' sempre un surplus.

Thursday, 15 April 2010

claudio baglioni a londra

non ci si puo' credere ma l'architetto baglioni viene a suonare a londra. che palle!! alla royal albert hall naturalmente, il posto peggiore da tutti i punti di vista..

Saturday, 10 April 2010

film: avatar

mentre cercavo di resistere al massacro testicolare di avatar(*) pensavo a varie cose per aiutarmi a resistere.
questi film americani con forti conflitti (bene/male, buoni/cattivi, nativi/americani, nativi americani/americani, vietcong/americani, ecc.. ecc..) mi sembrano come dei processi di catarsi collettiva. da un lato c'e' la realta', come quella della guerra in iraq, dove gli americani macellano senza tanti problemi centinaia di migliaia di persone; oppure ci sono i tanti macelli passati, presenti e futuri che gli americani fanno in nome di un principio o di un altro; poi vanno al cinema, e li si purificano, perche' al cinema i buoni vincono sempre sui bruti cattivi; l'amore trionfa sull'odio, la vita sulla morte.
Forse ad aprire questa stagione fu nel 1970 Un uomo chiamato cavallo, forse il primo film americano a mostrare i nativi del continente nord americano (indiani, pellirossa) come le vittime di un massacro ingiustificato.
Comunque a riprova che questi film non servono a nulla, 40 anni piu' tardi non molto e' cambiato. Oggi l'america di Obama e' ancora perversamente attiva in quel suo vizietto di esportare la "democrazia" con mezzi tutt'altro che democratici, anche a costo di qualche "collateral damage".
E cosi' avatar, che comunque e' prima di tutto e soprattutto - come si addice a qualsiasi impresa americana - una macchina per far soldi - tanti soldi - proietta questa catarsi nel futuro.
Oggi ci si prende cura di arabi dalla pelle scura, barbe lunghe e altezza medio bassa vestiti con sottane e turbanti. Ma in futuro il "nemico" (i "natives") potrebbero essere alti, magri, con 3 dita e con la pelle di colore blu.

(*) io questo film non lo volevo vedere, e' stata la mia ragazza e i suoi amici che hanno tanto insistito

Wednesday, 7 April 2010

memory lost

ho visto questo a perugia e mi e' sembrato davvero simpatico:

il trionfo del cibo cattivo

a firenze ho visto con orrore questo "bar automatico". una stanza con macchinette distributrici. una di queste fa popcorn (all'istante sembrerebbe); un'altra addirittura fa panini, primi piatti e pizza in 1 minuto.

non oso pensare a cosa ne venga fuori...
che tristezza un posto cosi' in una citta' italiana.
per altro a pochi metri da questo bar automatico c'e' il ristorante le campane che ormai e' diventato uno dei miei preferiti e dove torno volentieri ogni volta che sono a firenze. 
cucina semplice e rustica con ottimi sapori e grande qualita' e un rapporto qualita' prezzo veramente invidiabile per firenze, una citta' notoriamente cara e piena di posti da turisti o peggio di posti come il bar automatico..