Tuesday, 31 August 2010

moda giapponese al barbican

tra il 15/10/2010 e il 6 febbraio 2011 al barbican una mostra su 30 anni di moda giapponese dal titolo: "Future beauty: 30 years of Japanese Fashion", a cura dell'Istituto del costume di Kyoto.

Link al sito web con informazioni.

Saturday, 21 August 2010

Intervista con John Foxx

D: Iain Sinclair e John Foxx: com'e' nata questa collaborazione?

John Foxx:
Ero stato invitato a mostrare dei film e a eseguire della musica dalla Universita' di Bath, all'interno di una serie di eventi sul tema della memoria, dell'identita', del tempo, del luogo, dell'ambiente ecc. (Right up my street).

L'organizzatore degli eventi, Michael Bassett, una persona molto impegnata e piena di energia, ha avuto l'idea di un legame tra il mio lavoro e quello di Iain Sinclair, anche lui ospite all'interno della stessa manifestazione.
Michael propose di organizzare un dibattito pubblico tra me e Iain.

All'inizio ero un po' spaventato da quest'idea. Iain possiede un intelligenza formidabile e lo conoscevo come il capostipite di una scuola di scrittura incentrata su Londra che inizia con il libro Lud Heat, procede via  London Orbital (LINK) e arriva ai nostri giorni. Iain e' uno scrittore che ha influenzato un'intera generazione di scrittori come Ackroyd e altri ed e', secondo me, anche il successore ideale di JG Ballard.
Iain e' invece una splendida persona che mi ha messo subito a mio agio ed e' anche un narratore carismatico.
Con Iain, basta far menzione di un qualsiasi argomento, e lui lo sviluppa li per li' in modo naturale e sapiente e sembra quasi che le parole gli vengano fuori senza dover fare alcuno sforzo.
Insomma, la serata fu un successo e questo e' merito di Iain.

D: Quali libri di Iain Sinclair ha letto e qual'e' il suo preferito?
John Foxx:
Ho letto London Orbital (LINK), Lud Heat, Edge of Orison e ho appena acquistato Lights out for the Territory.
Il mio preferito e' Lud Heat, perche' e' un libro capostipite, che ha avuto un effetto propellente per tutta una serie di scrittori come Akroyd e altri che l'hanno seguito.
Segue London Orbital, la storia di una grande idea, portata a termine in modo perfetto.
London Orbital e' il libro che conferma Iain come scrittore esemplare tra altri contemporanei; e' un libro che si ricollega alla letteratura di Ballard e con il quale Iain ha aperto nuovi orizzonti di ricerca e di indagine; e' come se Iain avesse inventato una nuova disciplina di studio e di espressione creativa e London Orbital e' il manifesto di questa nuova disciplina, che l'ha resa nota ai piu'.
Sono contento che finalmente si sia riconosciuto lo status di scrittori di un certo livello sia a Iain Sinclair che a JG Ballard. Prima di Iain e Ballard, molti scrittori inglesi erano troppo pieni di se stessi e preoccupati e vanitosi per poter essere interessanti per me.

D: Londra. Dove si svolge la sua vita londinese, soprattutto nella zona dove vive oppure va parecchio in giro da una parte all'altra?
John Foxx:
A Londra ho vissuto in varie zone (Kensington, Islington, Surbiton, Kingston, Highgate, Hornsey, Tollington Park, Shoreditch, Spitalfields, Kings Cross). Nel solo primo anno di vita a londra ho traslocato 16 volte, a quell'epoca soprattutto in appartamenti occupati. Dopo gli studi raggiunsi una certa stabilita', vivendo in zone come Highgate and Shoreditch / Spitalfields. A Londra ho passato 30 anni della mia vita', cioe' qui ho vissuto piu' a lungo che in qualsiasi altro luogo.
La mia versione di Spitalfields non e' quella di un vicinato o di una zona circoscritta. Un tempo incontravi artisti come Gilbert&George, Tracey Emin, i fratelli Chapman, ma la zona e' sempre stata in costante fermento e cambiamento. Spitalfields mi ha permesso di essere connesso con le parti della cita' che mi sono piu' affini ossia amici / artisti con i quali ho collaborato e collaboro, gente che proviene da attivita' artistiche e creative di vario tipo.


D: Come si muove a Londra in genere?
John Foxx: cammino o uso i mezzi pubblici, ma preferisco camminare. mi piace quel sentimento un po' allucinatorio e un po' casuale del camminare in una metropoli come Londra, e mi piace scoprire nuovi collegamenti o vicinanze tra posti. Inoltre per me Londra e' un luogo pieno di memorie e associazioni che divengono sempre piu' ramificate ogni volta che vado da qualche parte.


D: Negli anni trascorsi a Londra, com'e' cambiata la metropoli, e com'e' cambiata Shoreditch?
John Foxx: 
Shoreditch e' cambiata profondamente negli ultimi 30 anni, passando da zona derelitta a zona rabbiosamente alla moda. Chi l'avrebbe detto negli anni 80?
L'ascesa di Shoreditch mi ha dato speranza, anche 


D: Leggo su Wikipedia che Lei ha dichiarato di aver speso circa 5 anni "vivendo come un fantasma a Londra".  Puo' descrivere questa sensazione?
John Foxx:
E' un po' difficile ma ci provo.
Io stesso ancora non capisco bene cosa 



tributo alla felicita': jamiroquai dal vivo a verona, novembre 2002

guardando questo video di jamiroquai ormai datato (Nov. 2002), uno non puo' ma pensare alla gioia e alla felicita' che persino un concerto di jamiroquai possono ispirare.
Ho catturato con il fermo immagine alcune di questi momenti, chissa' che ne e' stato di questi ragazzi. Avranno preso la polmonite con tutta quell'acqua? :-) Spero di no..
















Saturday, 14 August 2010

reduce da parigi

reduce da un viaggio a parigi, posso dire che se londra e’ una citta’ di merda, parigi e’ una citta’ sepolta sotto un’enorme montagna di merda.

l’unica cosa bella di parigi sono gli edifici e le grandi strade. il problema e’ tutta quel pattume umano che la popola e che la visita e che la deturpa.

Sunday, 8 August 2010

cinema: uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor) [contiene super **SPOILER**]

film svedese stupidamente intitolato “The girl with the dragon tatoo” in inglese e basato su blah blah.. questo lo sapete gia’.

gli americani ‘sto film lo stanno rifacendo con daniel craig come protagonista.

chiaramente per loro e tutti gli altri che parlano (solo e a stento) inglese lo stress di un film in lingua svedere e’ insostenibile (pero’ stranamente hanno il buon senso di non doppiarli).

cosi’ sono arrivati alla conclusione che se lo devono rifare con una faccia (@#$!&!) familiare e diretto da un grande regista di ollivud (alien 3, seven, the game, fight club, il caso curioso di un coglionazzo come brad pitt che diventa attore ecc.. ecc..).

chiaramente non andro’ a vederlo.

anche perche’ ho gia’ visto questo qui svedese che sembra + genuino visto che e’ fatto in svezia dove il libro e’ stato scritto, e’ ambientato, e’ fatto da attori svedesi ecc.

il film non e’ proprio del tutto inutile, pero’ il tema del serial killer inizia a essere un po’ noioso.

certo, il taglio e’ europeo, i nazisti non mancano - nel caso avessimo ancora dubbi su quanto erano

perversi e malvagi.

la parte migliore nel film la fa la svezia con dei paesaggi bellissimi, coperti di neve o ghiaccio; con quelle case da sogno che solo il svezia possono esistere, rosse fuori, bianche dentro, calde e accoglienti mentre fuori sono 20 sottozero.

anche i treni svedesi, sebbene in parti minori, fanno una bella figura mentre sfrecciano silenziosi nel paessagio circostante.

il finale mi ha intrigato. mi sono inventato una storia: forse il regista avendo saputo che gli amerikani il film lo rifacevano, ha deciso di dargli uno schiaffo morale con un finale stupido come solo gli amerikani sanno inventarserli. si il finale, sebbene immagino in parte dettato dal libro, e’ abbastanza stupido.

tutto sommato e’ un film appena accettabile per ammazzare il tempo e vedere bei scenari svedesi ma non e’ certo un film memorabile.

ps: sto pensando ad una campagna contro il film amerikano che consiste nello svelare a destra e a manca il finale e il colpevole, cosi’ molta meno gente sara’ motivata ad andarlo a vedere.

ecco qui il primo guastafeste (non leggete oltre questa linea se non volete sapere il grande segreto di questo film):

i colpevoli sono padre gottfried e figlio martin che ha proseguito l’opera del padre; la presunta vittima, Henriette non e’ morta ma bada alle pecore in australia.

Voila’

cinema: Central do Brasil (1998)

Non mi ricordo dove vidi questo film. In Olanda forse? O in Lussemburgo? e non ricordo perche’ lo volli andare a vedere. di cinema brasiliano non so niente. forse lessi un articolo.

passato remoto.

eppure questo film lo ricordo ancora perche’ mi permise per la prima volta (e forse l’ultima) di superare quello che era un pregiudizio molto tipico per me.

e’ una specie di metonimia che faccio un po’ sempre soprattutto con la geografia. uno stato enorme come il brasile, mai visto, lo concepisco come una delle tante immagini tipiche che ho visto in giro: il gesu’ cristo su rio, le favela, l’architettura futuristica e burocratica di brasilia.

ma il brasile e’ enorme e’ il bello di questo film e’ che i protagonisti si spingono in un viaggio (geografico oltre che psicologico e affettivo) nel nordest del paese, mostrando un mondo che e’ completamente diverso dalle immagini di urbanesimo catastrofista o carnevale costante a cui sono abituato.

il film inizia alla stazione centrale (da cui il titolo) di rio, raccontando la storia di bambini abbandonati, polizia corrotta e della disperazione che spinge una insegnante pensionata a arrotondare la pensione scrivendo lettere per analfabeti.

Si sviluppa poi in un “road movie” attraverso paesaggi esagerati e bellissimo come solo il brasile puo’ avere.

se andro’ mai in brasile in viaggio, voglio andare a vedere quella parte del paese piuttosto che la desolazione metropolitana delle citta’ piu’ famose.

Saturday, 7 August 2010

Musica: Imperdibili concerti futuri a Londra al Barbican

Ho notato un paio di concerti nel programma autunnale del Barbican che sono imperdibili:

Charles LLoyd Quartet         17/11/2010

Sonny Rolins (at 80)         20/11/2010

Arrested Development         13/10/2010