Friday, 31 December 2010

George Adams & Don Pullen Quartet play "Intentions".


Nel 1987 a Perugia vidi George Adams con la Gil Evans Orchestra e anche con un suo gruppo. Glorioso suonatore di sassofono, virtuoso, veloce, uno tsunami di note che ti investiva in piena muso e ti lasciava senza fiato. Avendo avuto occasione di conoscerlo dietro le quinte, era un uomo vitale e gentile, alla mano e simpatico, e mi ricordo che partecipo' a piu' di una jam session in giro per perugia suonando generosamente per un pubblico estasiato da questo gigante buono.
Ricordo che durante il concerto con il suo gruppo, in un teatro che non ricordo quale fosse, fece suonare la figlia, di cui era fiero. Noi eravamo in piccionaia a ballare, quella musica era irresistibile. Uno dei piu' bei concerti della mia vita.
Oggi penso a lui, mi spiace che se ne sia andato cosi' giovane, aveva dentro se tanta bella musica che purtroppo si e' portato via, ma almeno qualcosa ci e' rimasto.
buon anno in memoria di george adams...

Monday, 27 December 2010

cinema: La Bellezza Del Somaro e una lunga tirata contro il moderno cinema multiplex..

tipica andata al cinema di natale con la famiglia, la scelta cade su questo film. ho sentito dire che c’e’ Iannacci e sono curioso di vederlo.
il film costa euri cinque, che sembrano meno di quello che paghiamo a londra anche quando abbiamo super sconti..
pero’ il cinema e’ un posto orrendo, una specie di attrezzo sotto uno svincolo autostradale alla periferia della citta’ che puo’ solo essere raggiunto in macchina, posto nel mezzo del nulla.
immensa tristezza al pensiero che al centro ci sono almeno 3 cinema che io ricordo dalla mia adolescenza che ora sono chiusi, uno dei quali e’ un bel teatro d’epoca.
parcheggiamo e camminiamo tra file e file di macchine, non c’e’ manco un vero e proprio percorso pedonale. c’e’ un parcheggio sotterraneo per chi non vuole neanche fare quei due passi e per chi non vuole lasciare la macchina a prender freddo, poverina. la macchina ci possiede.
l’ingresso del cinema rappresenta una depressione demografica nel senso che l’eta media precipita ben al di sotto della mia, questo e’ il dominio dei “giovani”, tutti ammassati fuori a fumare; dentro, un turbinio di schermi , luci, enormi poster retroilluminati, si celebra il peggio della cinematografia occidentale non contemporanea, ma istantanea: ormai i film non durano una stagione, durano ore.
un lungo corridoio dove si trovano i bar per l’immancabile pop-corn o per fare il pieno di altre schifezze del genere, c’e’ l’ingresso generale, fatto come la linea di partenza della formula uno: la lista delle sale, ciascuna con un semaforo verde o rosso. le poltrone sono comode sebbeno lo schienale a 90 gradi fissi e’ un po’ meno comodo. e’ proibito portare cibo (proprio) dentro il cinema, ma qualcuno mi passa un sacchetto con noccioline di “contrabbando”, fatte in case.
ah si dimenticavo , il film. si carino , credo si dica. la versione italiana di questi miliardi di film americani su famiglie strane che non funzionano, quello che loro chiamano in inglese “disfunctional families”. ce n’e’ mi pare uno in questi giorni su una famiglia dove la mamma e’ diventata lesbica ecc.
chi ha scritto questo film sull’asino ha copiato questo tipo di storia solo che in una prospettiva italiana e tutto sommato il risultato, sebbene fastidioso per via del tema, non e’ del tutto sgradevole.
certamente la presenza di iannacci e di bergman e del settimo sigillo aiutano un pochino. ci sono degli spunti interessanti nell’area del conflitto generazionale, come l’idea dei figli piu’ maturi dei genitori, tutto e’ possibile.
il campione di “giovani d’oggi” rappresentato nel film,nonostante le canne i serpenti e tutte le altre stranezze, mi pare comunque molto molto lontano da una piu’ squallida e deprimente realta’ (ma io sono anziano e quindi il mio giudizio e’ contaminato dal conflitto generazionale).
il film non e’ da buttar via, ma e’ a malapena una commediola decente.